Il mondo nuovo di Sirio Rossi

Il mondo nuovo Sirio rossi

Il mondo nuovo

01/01/50

Il pianeta Terra è attualmente gestito da quelle che vengono definite come le dodici Nazioni Consolidate, gli unici governi ad essere sopravvissuti a tutte le intemperie che hanno devastato per circa trent’anni la vita degli esseri umani.

Non esistono più calendari, non si adoperano più gli orologi. Il tempo è amministrato, suddiviso e centellinato soltanto dalle autorità, che ordinano alle persone di non curarsene, sottraendogli comunque tutti gli strumenti atti a farlo.

Nonostante la maggior fonte di nutrimento resti l’agricoltura con le sue coltivazioni all’aria aperta, le città di ogni stato sono ormai situate nelle profondità del suolo, strutturando così il territorio nazionale in metropoli sotterranee dove i cittadini, oltre che essere controllati, monitorati e videosorvegliati, sono anche vittime di pochissima libertà di spostamento, anche lavorativa.

In superficie le terre desolate delle civiltà antiche sono diventate purtroppo luoghi ostili alla sopravvivenza, tranne che per la natura e in alcuni casi per le intelligenze artificiali.

Sebbene ci sia stata una pazzesca rivoluzione economica e una massiccia reinvenzione dei rapporti internazionali, alcuni comfort e principi del capitalismo continuano ad essere presenti, malgrado l’importanza estetica, la superficialità e l’apparenza siano andate completamente dimenticate nelle relazioni sociali.

Nessuno può vedere il tuo volto o il tuo corpo, se per uscire dal tuo appartamento hai bisogno di una tuta protettiva e una maschera cefalica speciale, quindi la bellezza ha perso valore.

Non esistono più i social, non esiste più internet, ma le piattaforme streaming e i videogame fanno ancora parte della quotidianità, come pure una collana a forma di Saturno legata al Partner Program, un nuovo metodo per ricercare un partner sessuale oppure da sposare, salvaguardando chiunque dalla violenza domestica.

Il mondo è andato ad ogni modo alla rovina dopo la comparsa della Malattia e delle sue 13431 mutazioni, ma dopo il periodo delle Grandi Sepolture dovute all’infezione, alle guerre e alla carestia, le società si sono evolute e con l’aumento dei controlli la vita ha potuto tornare ad essere quasi priva di pericoli concreti.

Sono tanti però i segreti che celano le alte sfere e sono innumerevoli le minacce che purtroppo stanno per sconvolgere quest’equilibrio già precario.

“Il mondo nuovo” è il primo libro ufficiale di Sirio Rossi, storico per passione e laureando in medicina, che ha deciso di concretizzare il suo forte desiderio di iniziare a scrivere, componendo questa raccolta di racconti sci-fi distopica, il suo genere preferito, così da portare il lettore in una delle future realtà fantascientifiche in cui il mondo potrebbe evolversi nei decenni avvenire.

I dieci racconti contenuti in questo libro cartaceo servono a gettare le basi strutturali del personale universo distopico di Sirio Rossi, il quale vuole approfondire ogni suo dettaglio con la pubblicazione negli anni di svariate saghe e svariati cicli di libri ad esso collegati.

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Il mondo nuovo: … e il trionfo della morte di Sirio Rossi

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Il mondo nuovo: … e il trionfo della morte

Sognò Francesca.

Sognò il giorno in cui durante uno slot di svago di coppia avevano deciso di passeggiare vicino le mura, per ascoltare le Grida.

Non posso credere che tu non chiami i terremoti in questo modo, nonostante viva qui da sempre. Non posso credere che tu non abbia mai ascoltato le mura.

Cosa dovrei sentire? Sono soltanto pietre.

Non avevano incontrato nessuno a passeggiare lungo quella via. Rasenti le mura, infatti, non vi erano mai stati negozi. Erano vie solitarie, abbandonate, utili solo a separare i cittadini dal mare, ma non a dare svago a chi aveva slot liberi.

Sono solitarie per le Grida, alcuni le chiamano le Strilla dei Fantasmi.

Io non sento niente.

Poggia le mani sulla pietra e avvicina l’orecchio.

Aveva obbedito e aveva avvertito uno strano rombo, un suono mistico di qualcosa in movimento, come acqua in movimento in tubature a media pressione.

Questo è il mare.

Non senti le Grida?

No.

Ascolta un altro po’.

Poi erano arrivate.

Erano state urla, acuti sottili che avevano trapassato il rombo come qualcuno che cercava aiuto nell’acqua ma la cui voce era attutita dall’immensità dell’oceano. Erano state lontane, lontanissime.

Ma cosa sono?

Te l’ho detto, queste sono le Grida. Quando si avvicinano troppo, avvengono i terremoti.

Pensi siano veramente fantasmi? Magari di cadaveri e di soldati morti scaricati nel mare?

No, credo siano balene in realtà, che quando si avvicinano o urtano il muro o gridano, sparando una corrente nella nostra direzione.

L’aveva trovata una soluzione plausibile e creativa.

Perché lo farebbero? Per distruggerci? Per entrare? Perché le separiamo da qualcosa o abbiamo invaso il loro spazio sui fondali?

No, penso che lo facciano per ricordarci che siamo noi quelli imprigionati.

Si svegliò di soprassalto, senza concludere quella vecchissima discussione, senza ripetere la propria ultima domanda, ovvero quella circa il quando le balene fossero state rinchiuse al posto dell’uomo.

Anche a quell’ultimo quesito Francesca aveva risposto.

Probabilmente in un passato che nessuno ha più il permesso di ricordare.

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Il mondo nuovo: Il cucchiaio di Sirio Rossi

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Il mondo nuovo: Il cucchiaio

A volte i periodi lavorativi sembravano durare più giorni di quelli passati a casa. Nessuno contava difatti il sorgere del sole o il suo tramontare. Vivevano sottoterra, non avrebbero potuto farlo neanche se avessero voluto. Le finestre dei loro appartamenti avevano come panorama altri palazzi, anziché coltivazioni. Aveva sempre desiderato salutare i vicini che si affacciavano dalle proprie case, proprio come faceva lei, ma i vetri degli edifici esternamente erano specchiati, quindi riusciva a vedere solo un piccolo puntino riflesso, ovvero sé stessa in pigiama.

Forse con una collana di Saturno al collo, come quella di sua madre e suo padre, sarebbe stata più felice. Le giornate si sarebbero probabilmente ripetute in maniera diversa.

Alzò il piatto dalla sedia, lo odorò quasi immergendo il naso nel suo fumante essere colloso.

Profumava di pane stantio e pasta marcia. Puzzava più del sudore che emanavano le pieghe dei suoi seni e gli spacchi tra le sue dita dei piedi. Almeno sapeva di qualcosa, ora che non aveva la mascherina.

Poggiò il piatto in un angolo a terra, si sedette col culo flaccido e cellulitico sul sedile ghiacciato. Tossì perché forse desiderava ammalarsi.

Urinò caldamente in quella posizione sentendo il calore dei propri liquidi bagnarle le chiappe, umidirle le cosce e scenderle lungo le gambe come la carezza di un dito amorevolmente interessato e scottante. Si fece una sottile pozza sul pavimento e vi riscaldò i piedi, sbattendoli lentamente come una bambina annoiata.

Allungò alluce e indice bagnati e afferrò il cucchiaio immerso nella sbobba. Lo portò sulla gamba e lo afferrò con la mano, adesso la stanza odorava di piscio. Mangiò la cucchiaiata, pulendo l’utensile metallico con la lingua. Sapeva di tristezza culinaria.

Era quasi catatonica.

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Il mondo nuovo: Polvere del cielo di Sirio Rossi

Il mondo nuovo Polvere del cielo Sirio rossi

Il mondo nuovo: Polvere del cielo

Aprì la mano. Decine di fiocchi di neve gli si posarono sul palmo aperto, grossi come falangi ma rapidissimi nel diventare acqua.

Erano molto soffici. Il suo cappotto li stava assorbendo tutti, rendendosi umido, tuttavia permetteva anche che alcuni si incollassero sulla propria superficie, di modo tale da costruire una corazza bianca. I suoi stivali lasciavano orme profonde un paio di centimetri. Il marciapiede stava diventando un lastra scivolosa e congelata con una moquette di polvere del cielo.

Vide il proprio respiro addensarsi in una nuvoletta calda, capì allora che il tempo da poter perdere era ampiamente scaduto.

Aveva bisogno di un riparo, oltre le nuvole il sole stava di sicuro iniziando a scomparire. Nel buio totale lui non poteva sopravvivere. Non glielo aveva detto nessuno, si trattava di una cosa che aveva imparato da solo. Con la vista compromessa dall’oscurità, aveva capito di dover utilizzare altri sensi per potersi orientare e muovere con agio e sicurezza nella notte, ma l’udito, quello che più si prestava a contrastare la pericolosità della situazione, era pressoché inutile in quel caso, poiché riusciva soltanto ad ascoltare versi animali e grida impensabili che di giorno neanche esistevano.

Questa era la ragione per cui aveva smesso di continuare il proprio cammino una volta tramontato il sole.
Gli animali del mattino non erano gli animali della notte. Vi erano bestie ulteriori a popolare la realtà buia dopo il tramonto oppure era l’assenza di luce che alterava il loro essere mansueti, trasformandoli in mostri. O magari di sera diventavano semplicemente affamatissimi.

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Il mondo nuovo: Legacy Bound di Sirio Rossi

Il mondo nuovo legacy bound sirio rossi

Il mondo nuovo: Legacy Bound

“Avete letto bene. Una settimana fa uno dei miei campi di coltivazione ha rilevato un allarme intrusivo, piovuto dall’alto, che messo completamente fuorigioco il sistema elettromagnetico. I lavoratori non hanno visto niente, le torri di vedetta e i militari nemmeno. Il suolo è stato setacciato sia internamente che esternamente, con attrezzature di ricerca radar a fonti di energia alterne e rilevamento materiale di ultima generazione americana, ma nulla, neanche la carcassa di un topo o di uno scoiattolo è stata rinvenuta. Neanche il più piccolo bacarozzo carbonizzato. Osservando in prima analisi le registrazioni di sorveglianza circa quella che potremmo considerare come una esplosione aerea, è stato fatto un altro buco nell’acqua, finché non ho passato la questione alla S.T.S. che magicamente ha individuato la venuta, o dovrei dire la caduta, di un alieno. Vi mostro il video, ma vi anticipo che le due addette dell’ufficio sono già state terminate per evitare la diffusione della notizia. Non possiamo permettere che la cosa torni di dominio pubblico e viaggi sulla bocca di tutti, altrimenti il rischio di sovversioni e suicidi aumenterebbero nuovamente in maniera non gestibile in ognuna delle nostre nazioni”.

“Non esiste neanche più un giacimento di Riserva Cancellativa per azzerare tutte le memorie da capo”, commentò il Chinese State, un inflessibile uomo sulla cinquantina con gli occhi a mandorla e i capelli bianco platino. Indossava degli occhiali a cerchio, le sue iridi anonime parevano viaggiare su ricordi di iniezioni e folle mascherate in fila, un ricordo lontano che non avrebbe dovuto ripetersi per il troppo dispendio economico e tempistico.

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