Il mondo nuovo: Circolo44 di Sirio Rossi

Circolo44 il mondo nuovo Sirio rossi

Il mondo nuovo: Circolo44

“Perché si chiama così?”, domandò R05.
“Cosa?”.
“Il Cubo Bianco, perché si chiama Circolo44?”.
“Non ne ho idea. Ci sono congetture, ma è come se fossero leggende metropolitane, poi spiegano soltanto il numero. La parola Circolo nessuno sa perché sia stata scelta”.
“Okay, strano. Dimmele, io non ne conosco neanche una”.
“Alcune credo siano semplicemente delle cazzate, tipo quella che dice che, considerato il fatto che in passato si chiamasse Circolo43, il numero indica la gente che riesce ad uscirne viva, a scontare dunque tutta la pena al suo interno senza morire. Quando ti condannano, ti comunicano il reato e la permanenza in anni, ma noi non usiamo più orologi e calendari, quindi è come se loro potessero mentirti su questo e non farti uscire mai o almeno finché non hai realmente imparato la lezione”.
“Un’altra teoria è che 44 sono i reati che possono farti rinchiudere lì, dove soltanto un tipo di gruppo di criminali riesce a rivedere la luce o a scamparsi la reclusione. Parliamo di chi commette il reato per cui fu creato quel posto, quello della violenza domestica implementato anche nelle collane del programma procreativo. A questa diceria si aggiunge quella che il penitenziario si estenda per 44 piani, così da differenziare questi gironi di malfattori in celle miste, separate da classificazioni penali”.

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Il mondo nuovo: WT50 di Sirio Rossi

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Il mondo nuovo: WT50

“Tom Silverspring”, disse con tono di voce colloquiale e il pannello a lato di quell’indistruttibile soglia si attivò, come per mandargli il buongiorno avendo riconosciuto il suo timbro.
Digitò i numeri di sblocco, posizionò entrambe le mani sulla parte di vetro per la lettura impronte e, una volta confermate queste, inserì la lingua nella fessura che apparve di fianco al tastierino, nell’esatto punto in cui aveva scansionato il pollice destro. Convalidata la sua identità, la porta finalmente si aprì, dandogli accesso al secondo corridoio di uscita, lungo sei metri e con arcate metalliche ogni due.
“Quest’oggi ti aspettano molti lavori interessanti, Tom, che aiuteranno la nostra nazione e il suo popolo a sfamarsi nel migliore dei modi. Non dimenticare di restare fermo ad ogni controllo e di scegliere di indossare l’equipaggiamento giusto che ti sarà comunicato. Le infrazioni non sono permesse”.
La voce terminò la propria prima comunicazione di routine preimpostata e lui poté dunque muoversi in avanti in quello stanzone allungato, posizionandosi sotto il primo arco di metallo, quello con gli erogatori…

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