
Naturalia: Le Colonne d’Acqua
Koral si avvicinò ai cespugli e lì si immobilizzò, restando in attesa. Erano due i ruggiti che puntavano nella sua direzione ed erano felini, di felini belli grossi. La cosa particolare era che venivano pronunciati alternati, come se fossero qualcosa di più di una semplice comunicazione in Felinese, di un richiamo amoroso o di un avvertimento di caccia.
Pareva musica, una musica ritmica e ben strutturata.
Per la prima volta si sentì tremendamente incuriosito.
Più passavano i secondi, più il vento avvicinava quelle raggelanti urla. Andavano a tempo.
Uno, due. Uno, due. Uno, due, tre, quattro.
Pensò alla natura selvaggia dell’isola di Na.
Uno, due. Uno, due. Uno, due, tre, quattro.
Dopo alcuni minuti dalla sua pietrificazione, Koral poté finalmente ammirare chi fosse l’artefice di quella interessante melodia. Da un angolo di un piccolo spiazzale di terra umida, nei pressi di un corso salato bollente ai piedi delle Colonne d’Acqua, apparvero due pantere grigie.
Erano monocromatiche e grosse più di tre metri, il triplo di Koral. Camminavano erette, una dietro l’altra, marciando con rigore ma agitando le zampe posteriori in una sorta di danza. Zampe comunque muscolosissime.
Restò scioccato per svariate ragioni, ma le principali erano anche terrorizzanti. Le pantere facevano parte della Grande Deca, ma erano nere come le caverne e non grigie, inoltre non camminavano perfettamente su due zampe, erano curvate e ingobbite e non avevano alcunché di ritmico, melodico o danzante.
Nessun animale ballava, se non per rituali di accoppiamento che però erano rilegati agli animali sottosviluppati, non ai Nuovi.
Colore e comportamento diverso dal comune potevano significare una sola cosa: Senzanatura.

