Incipit de La promessa dell’instamodel

La promessa dell'instamodel

Primo capitolo de La promessa dell’instamodel

“Non ce la faccio più, Lawrence”, sospirò Jane, mentre sudata osservava lo schermo tecnologico dello step che indicava trentadue minuti trascorsi.

“Altri tredici su, non puoi fermarti proprio adesso. Se vuoi il tuo corpo sodo, tonico e fotogenico, in modo tale che i tuoi followers lo amino e lo ammirino, devi fare quest’ulteriore sacrificio. Dai!”, la spronò affannato Larry alla sua sinistra, toccando l’unico tasto dolente che le avrebbe fatto stringere i denti e proseguire.

Nessuno la conosceva meglio di lui e ogni giorno, anche con questi botta e risposta e con tanti altri piccoli dettagli, glielo dimostrava. Anche se lei avrebbe dovuto smettere di chiamarlo con il suo vero nome e iniziare a utilizzare lo pseudonimo Lou. Jane aveva infatti raggiunto da tempo la propria vetta, quell’apice di successo mediatico tanto ambito, era giusto che sostenesse il percorso social del suo migliore amico, nonché consigliere, aiuto-cuoco, compagno di malefatte e assistente. Anche solo chiamarlo con il nuovo appellativo, magari durante le dirette, le storie o i post condivisi, avrebbe fatto la differenza e avrebbe dimostrato la sua posizione di ricambio al sostegno e all’amicizia.

“Okay, Lou. Non è facile però”, dichiarò, voltandosi verso di lui e cercando di sorridergli, senza urlare per il sudore salato che le stava opprimendo la vista, bruciandogliela.

“Ancora un altro po’. Un, due, un, due, un, due, tre!”, iniziò a cantilenare il ragazzo, agitandosi più del normale come in una sceneggiata. Jane non capiva se lo stava facendo per farla ridere e distrarre oppure per attirare l’attenzione di qualcuno.

Si guardò intorno allora e vide tre lunghissime file di step stracolme di persone. Gente in sovrappeso che con occhi assatanati si impegnava a rimediare ai propri problemi sudando il più possibile, gente snella che cercava la tonicità massima, gente normale che voleva solo smaltire un po’ di pancetta e ovviamente i soliti porci che erano lì per atteggiarsi e spiare i culi delle belle ragazze o dei bei ragazzi. Lei indossava un pantalone elasticizzato color bianco con sfumature di azzurro, il quale ben aderiva alle sue gambe depilate e sode, oltre che alle sue chiappe da squat dure e formose, senza cellulite e velate da uno smilzo perizoma. Difatti, quando si voltò, più di cinque teste si girarono di scatto verso un’altra direzione, pur di non rivelare la verità su dove fosse posato il loro incauto sguardo.

Lei sorrise maliziosa, iniziando ad agitarsi allo stesso modo di Lou. In fondo Jane era un’instamodel e lui stava ormai cercando di diventarlo davvero da qualche mese. Mettersi in mostra dinanzi alla folla era ciò che desideravano entrambi, che differenza avrebbe fatto se qualche volta anche nella realtà avessero agito in questo modo?

Il ragazzo di colore con canotta bianca, pantaloncino blu lucido e fascia rosa sulla fronte prese il proprio cellulare e chiese all’amica di voltarsi. La ragazza si morse le labbra in un mezzo sorriso, sporse di più il sedere all’indietro per farne vedere la curva e apparve in background del selfie. Lou scattò e postò sul proprio profilo.

Se non sei in grado di distinguerti, allenati per poterci riuscire.

Questa fu la descrizione.

Condivise la foto, taggando Jane.

“Facciamo anche un saluto!”, dichiarò, cominciando una storia da pubblicare sempre su Instagram.

Riprese prima sé stesso in movimento, sorridendo e facendo una linguaccia, e poi la sua compagna di allenamento, che imitò i suoi gesti alle perfezione senza mai rallentare. Mancavano cinque minuti ormai alla fine della sessione di step, dopodiché c’erano gli addominali finali prima di rientrare alla casa base. Per fortuna le canzoni che venivano pompate dalle casse di quella palestra erano ottime, altrimenti il tempo non sarebbe trascorso mai, visto che entrambi avevano dimenticato le cuffie negli armadietti al primo piano come due stupidi.

Jane a quel punto prese il proprio smartphone e consultò le ultime notifiche che aveva ricevuto. Da quando aveva superato il milione di seguaci, era diventato più che impossibile stare dietro a tutti i commenti, le condivisioni, i messaggi e quant’altro. Già dopo i centomila aveva iniziato ad avere problemi di sovraffollamento. Poi il 40% di chi la seguiva o era un pervertito morto di figa oppure un inutile hater senza niente di meglio da fare, se non criticare la sua morale o condotta, ritenute da sgualdrina.

Ecco perché lei concentrava maggiormente la propria attenzione ai messaggi privati e ai commenti più in alto, perché con questo tipo di selezione poteva evitare spiacevoli parole e situazioni e concentrarsi solo sulle cose importanti del proprio profilo social. Tanto di bava dietro di sé ne avrebbe avuta sempre, come pure l’odio e l’invidia. Aveva scelto questa vita con consapevolezza.

Mise il proprio cuoricino alla foto postata da Lou e controllò altri tag ufficiali che aveva ricevuto nelle ultime ore. Scorse alcuni dei commenti più importanti alla foto del sushi che aveva messo la sera precedente, sorridendo a chi la accusava di uccidere la fauna marina e dispiacendosi per chi faceva battutacce riguardanti il pesce in generale e quello di carne umana.

I cinque minuti terminarono ed entrambi finalmente potettero fermarsi. Scesero dai macchinari, non curandosi più di chi li fissava alle spalle e si avviarono verso il corridoio che li separava dalla sala con tappetini per addominali ed esercizi a corpo libero.

La ragazza aprì di nuovo la casella dei messaggi di testo privata e iniziò a scorrere i nomi in cerca di uno in particolare.

“Sei pronta per la fase finale?”, chiese Lou, colpendola con un fianco e gettando uno sguardo sullo schermo del suo telefono.

“Certo”.

“Stai cercando qualche messaggio di DannyKO92? Vuoi farti prendere a botte dal pugile? Puttanella!”, la canzonò, facendo qualche passo di lato per schivare gli schiaffi e i graffi intimidatori di Jane, che voleva farlo smettere di urlare apertamente in un luogo pubblico, dove molte persone potevano riconoscerla.

“Avviati”, sbuffò dopo l’insuccesso dei propri attacchi, “vado un attimo in bagno”.

“Okay, ma poi aggiornami su cosa gli stai per dire”, dichiarò suadente con una linguaccia.

L’instamodel spalancò la porta della toilette, meravigliandosi di non essere investita dalla puzza di letame e uova marce che di solito c’era. A terra le mattonelle erano un po’ umide, come anche i lavandini e gli specchi. Qualcuno era appena stato lì a pulire, che fortuna esserci andata ora invece che dopo gli addominali.

Si avvicinò ad una delle porte verdi aperte, vi entrò, vi si chiuse dentro e si sedette sulla tazza dopo aver abbassato pantalone e mutandine. Iniziò ad urinare nel momento in cui la tristezza stava montando, per l’assenza di quel nome che lei desiderava diventasse importante sul serio.

Jo, Luke, Log, Seth, Lilly, Beth, Jenny, Meg, Magic, Lala, Ophra, Lana, Line, Kon, Paul, Bimp, Stu, Gen, Jenis, Telt, Beck, Fos, Wes, Qad, Chad, Chase, Vey, Vij.

Nomi su nomi si affacciavano sullo scorcio dello schermo, giusto un secondo prima di sparire a causa del movimento automatico del suo dito, che non faceva altro che scorrere, scorrere e scorrere, pur di trovare quello che ricercava.

“Dove sei?”, sussurrò affranta, mentre le ultime gocce di pipì precipitavano senza fare rumore.

DannyKO92.

Finalmente lo trovò, solo che l’interazione risaliva a pochi giorni fa, ovvero al saluto che lei gli aveva posto dopo l’ultima conversazione avuta. Aprì la chat per rileggere le ultime cose dette, in modo tale da capire se ci fosse o meno una speranza che qualcosa potesse prima o poi succedere.

D: quindi vai in palestra quattro volte a settimana, anche se sul profilo a volte fai sembrare che sia ogni giorno e altre volte che non ci vai per settimane intere.

J: sì, si chiama ‘uccidere la monotonia’. Non seguo degli schemi di pubblicazione, cerco di essere il più naturale possibile, pubblicando le foto in base a come penso che siano innovative. Così non annoio nessuno con lo stesso tipo di foto durante l’arco della settimana. Tu quante volte ci vai? Fai solo palestra?

D: come mai questa domanda?

J: non avrai un fisico del tutto statuario, ma il tuo bicipite sembra grosso. Secondo me fai qualche sport complicato o comunque ti ammazzi di palestra da anni.

D: Boxing, da più di dieci anni ormai.

J: Lo sapevo! Perché non lo scrivi nel tuo profilo?

Boom! Boom! Boom!, risuonò contro la porta del bagno, distraendo la ragazza e facendole alzare gli occhi dal cellulare.

“Occupato”, dichiarò lei annoiata, tornando a fissare lo schermo del telefono.

Stava proprio riprendendo dal punto in cui aveva lasciato, che la chat le fece notare che Danny stava scrivendo.

Jane strabuzzò gli occhi dalla felicità e si morse le labbra per l’eccitazione. Finalmente aveva deciso di contattarla! Avevano parlato per più di un’ora l’ultima volta, non capiva come lui non avesse afferrato il fatto che ci fosse dell’interesse da parte sua. Una Instamodel da un milione di follower non perderebbe così tanto tempo su una chat con uno sconosciuto se non ci fosse un secondo fine, ma forse il ragazzo era troppo stupido per capirlo o troppo maschio. L’importante però era che adesso le stava scrivendo qualcosa per primo.

Ding!, strillò il suo cellulare invece di fare il solito suono fischiettante legato ai messaggi di Instagram. Era un sms quello, da un numero a lei sconosciuto tra l’altro.

Aprì il messaggio con noncuranza, giusto per cancellarne la notifica visto che si trattava sicuramente del suo gestore telefonico o di un reminder per un evento o per il pagamento mensile della sua carta di credito. Che giorno era quello?

Lo schermo divenne bianco, poi rivelò il numero inglese non salvato, lasciando scorgere le poche lettere che ne componevano il testo.

Ciao, Janette.

Sono Jonas, dobbiamo parlare…

Gli occhi della ragazza si persero nel vuoto, lasciando andare la realtà e lo smartphone su cui erano stati poggiati fino a quel momento. Erano anni che nessuno la chiamava Janette ed erano anni che non sentiva né vedeva Jonas. Dovevano parlare? E di cosa? Dopo tutto quel tempo la ragione poteva essere soltanto una ed era proprio quella che stava sconvolgendo il cuore e la mente della ragazza.

Ricordò il tea freddo, i cubetti di ghiaccio che si scioglievano perché faceva caldo sul portico, il vento di Oakwood che soffiava maestoso ma tiepido. La voce squillante di Jonas, quella roca di suo padre. Il pallone, i pastelli a cera, i cespugli di rose. Quella risata, la sigaretta.

Boom! Boom! Boom!, risuonò di nuovo contro la porta verde.

“Occupato ho detto!”, ripeté Jane, stizzita da quell’insistenza. Quando era entrata nel bagno, l’intero luogo era pressoché deserto, quindi perché continuavano a bussare così invece di usare un altro gabinetto?

Di nuovo il silenzio fu la risposta che ottenne, prima che il suo telefono fischiettasse per ricordarle che Danny le stava scrivendo e che adesso le aveva appena inviato un messaggio su Instagram.

D: Ciao Jane, come va?

J: Tutto bene, sono in palestra a distruggermi di addominali.

D: Non stancarti troppo, anche se non posso essere molto convincente visto che proprio adesso sto per entrare anch’io in palestra.

J: Ci provo, ma devo se voglio mantenere la linea. Cosa fai oggi? Palestra o boxe?

Danny visualizzò il messaggio ma non rispose né iniziò a scrivere per poterle rispondere. Jane attese qualche secondo, ma poi decise che era giunto il momento di riprendere la sessione di allenamento, altrimenti Lou l’avrebbe presa in giro per il boxer o per un improbabile e puzzolente blocco intestinale.

Si pulì, tirò su le proprie braghe e infilò il cellulare in tasca. Non aveva più quattordici anni da un pezzo, non poteva di certo stare lì imbambolata ad aspettare che il ragazzo di cui era interessata le scrivesse, come una qualunque adolescente in preda agli ormoni. Era quasi adulta ormai e aveva una carriera da instamodel da portare avanti. Sciogliersi per un’infatuazione era una cosa che non aveva più intenzione di fare, soprattutto dopo l’ultima relazione avuta.

Si legò i capelli dietro la testa, prima di uscire dal bagno. Quando però venne fuori, restò interdetta. Non c’era nessuno, neanche un inserviente o un’altra ragazza. Tutti le cabine erano vuote e non c’era anima viva intenta a specchiarsi o a lavarsi le mani.

Allora chi aveva bussato? Nessuno aveva usato o stava usando i servizi igienici. Mica chi aveva battuto il pugno contro l’uscio verde lo aveva fatto espressamente per lei? Chi poteva essere? E soprattutto cosa voleva? Era in corso uno scherzo di Lou?

Jane andò a lavarsi le mani sospettosa e il suo cellulare fischiettò. Non lo cavò dalla tasca, visto che decise su due piedi di far aspettare Danny, per ricambiarlo con la stessa moneta. Se si fosse bagnato un po’ nel brodo, si sarebbe cotto a puntino anche lui senza rendersene conto.

Smise di pensare a tutto e trasse un respiro profondo, carezzandosi con lo sguardo attraverso lo specchio.

Dimenticò l’esistenza del messaggio di testo che voleva ricondurla agli eventi di Oakwood di quand’era bambina. Dimenticò di dover rispondere al pugile dopo quel breve scambio di battute iniziato da lui. Dimenticò anche il fatto che avessero bussato alla sua porta mentre stava orinando.

Lavate le mani infatti, uscì dal bagno e raggiunse Lou, il quale aveva già cominciato gli addominali senza di lei. Non si rese conto che il ragazzo non fece domande sulla chat con cui l’aveva lasciata. D’altronde ne avrebbero comunque parlato dopo il verificarsi di qualche svolta interessante.

Non c’era niente di strano in quell’omissione del suo migliore amico, difatti, in quel momento, Lou non era il vero problema che stava per abbattersi su di lei. Solo che lei non lo sapeva.

Clicca qui per acquistare l’ebook.

Clicca qui per la versione cartacea.

Clicca qui per leggere la quarta di copertina.

La promessa dell’instamodel di Simona Vannini

La promessa dell'instamodel Simona vannini

La promessa dell’instamodel

Janette Silvering, meglio conosciuta come Jane Jellyx Jennifer, è un’instamodel con oltre un milione di seguaci, che suddivide la propria vita tra una giornata in palestra e un book fotografico. Ormai da tempo ha raggiunto il panteon delle modelle instagram affermate e la sua carriera avanza tra post e storie quotidiane. Da pochissimo tempo ha interrotto la fallimentare relazione con Paul, ma è già pronta a tornare sulla scena ora che sta approfondendo la conoscenza di Danny, un pugile abbastanza famoso sulla piattaforma social.

L’instamodel può sempre contare sul suo fedele assistente e amico Lou per qualsiasi cosa, ma gli eventi che l’attendono dopo un improvviso sms, fuoriuscito direttamente dalla sua infanzia, saranno più grandi di quanto loro possano sopportare e gestire.

Si parla di una promessa, si parla di una tragedia. Il futuro di Jane, oltre che sorprese amorose, possiede anche colpi di scena spaventosi.

Clicca qui per acquistare l’ebook.

Clicca qui per la versione cartacea.

Clicca qui per leggere gratuitamente il primo capitolo del romanzo.