Lupi: Il colosso di Rafael Spike

Lupi il colosso Rafael Spike

Lupi: Il colosso

Gli sportelloni posteriori del veicolo si aprirono di colpo e un colosso fatto di muscoli saltò fuori dal vano vuoto, alleggerendo di duecento chili la grossa vettura. Era più alto del furgone e indossava solo un jeans nero strappato alle ginocchia. Era scalzo, a torso nudo, la testa rasata a zero, senza guanti né mascherina. Totalmente ricoperto di vene sulla pelle abbronzata poteva essere scambiato per un partecipante di Mister Olympia, ma questo qui era alto almeno due metri e trenta.
Rise in modo alquanto piratesco e urlò qualcosa circa il divertimento, dopodiché si girò verso gli sportelli aperti e si allungò per afferrare qualcosa. Un’alabarda medioevale fece il proprio ingresso in scena e io stentai a credere ai miei occhi. Impugnò il bastone lungo un metro circa alla cui punta c’era una lama d’ascia affilata e colossale. Da quella distanza mi pareva larga quasi metà dell’intera altezza della donna.
L’energumeno si mosse con nonchalance, reggendo l’arma sulla spalla. Io mi mordevo le mani ma non riuscivo a fare niente. Potevo osservare e basta, non ero in grado neanche di richiudere le persiane.
La malcapitata provò infruttuosamente ad alzarsi e scappare, ma dal tentativo fallito provennero solo altre grida disperate, altri lamenti e uno spostamento esiguo. Nel frattempo altre luci si accesero lungo i palazzi, qualcuno come me fissava incuriosito la scena.
La raggiunse, le afferrò una caviglia e la costrinse a girarsi. Le disse qualcosa poiché lei controbatté implorando di lasciarla andare, che avrebbe fatto qualsiasi cosa per essere lasciata in pace.
Il colosso strinse l’alabarda a due mani e nel grido strozzato della sua vittima calò la sua infida e inarrestabile ghigliottina, tranciandola a metà da fianco a fianco. Uno schizzo di sangue lungo qualche metro abbracciò la linea di mezzeria. Le risate del gigante si riversarono nel nuovo silenzio della defunta.

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Icaro di Pasquale Scalpellino e Renato Pipitò

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Icaro

Icaro è una raccolta di otto racconti horror/sci-fi di Pasquale Scalpellino e Renato Pipitò, incentrata principalmente sulla smania dell’essere umano di conoscere, comprendere e plasmare il mondo e l’universo, ma anche sulla sua impotenza nel riuscire a portare a compimento questo desiderio. Gli 8 racconti ripercorrono a proprio modo eventi legati alla scienza, una scienza che si rivolge all’universo e alla sua immensità, svelandone alcuni aspetti macabri e ignoti che sprofondano nell’orrore e nel terrore più puri.

Una macchina in grado di svelare il futuro, il suicidio di un trivellatore di una delle lune di Giove, un pioniere catturato da una forza superiore, un messaggio proveniente da un altro pianeta e tanti altri sono solo alcuni degli elementi che compongono queste storie, tutte volte a sminuire l’arroganza dell’essere umano e soprattutto a svelarne la patetica impotenza.

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Tokyo di Pasquale Scalpellino

Tokyo Pasquale Scalpellino

Tokyo

Un rapinatore armato di fucile disturba la cena al ristorante di numerose persone. Un regista occidentale con uno stranissimo e rischioso modo di ottenere ispirazione trascorre un’assurda notte di sangue nel quartiere di Kabukichō. Un giovane deve tenere nascosto il suo sogno circa uno shinigami per proteggere suo fratello e la sua fidanzata. Tre maschere d’argento a Shibuya piovono giù dal cielo nella notte di Halloween e iniziano a seminare caos e morte.

Queste sono solo alcune delle vicende contenute in questa raccolta di sette racconti horror, il cui nome è legato alla città che ha ispirato l’autore e i cui contenuti saranno ambientati nei quartieri di questa capitale, mescolando tradizioni giapponesi moderne a quelle del passato, mostrando inoltre la città sia dall’interno che dall’occhio esterno del turista. Tokyo è dunque il primo volume di Horror Souls, una collana che darà la luce a simili raccolte autoconclusive di racconti horror che cambieranno in base all’anima spaventosa della città che cercheranno di descrivere e mostrare.

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Horror House Tales di Pasquale Scalpellino

Horror House Tales Pasquale Scalpellino

Horror House Tales

Soldati di guerre ed epoche diverse costretti a scattare foto particolari ai caduti per ordine di misteriosi superiori; una bambina incuriosita dallo strano lavoro tessile di sua nonna e dal fatto che le sue mani posseggano degli schifosi buchi sui palmi; due admin di una pagina facebook dedita all’horror ricevono un nuovo prototipo di tecnologia volta a velocizzare il lavoro di condivisione sui social; un uomo che ritrova sua moglie dormiente a letto armata di coltello.

Queste e tante altre sono le storie che compongono Horror House Tales, una raccolta di 7 racconti horror che omaggia la omonima pagina (Horror House), narrando le prospettive e i progetti di entità superiori circa il loro piano di distruzione e di sottomissione dell’umanità.

Stirpi millenarie, Natura, malanni psicologici e multinazionali saranno gli esecutori e i villains desiderosi di annientare il genere umano, il quale si ritroverà a fronteggiare situazioni improbabili e al limite della realtà, senza però sconfinare troppo nel surreale.

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Dark and Ness di Pasquale Scalpellino

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Dark and Ness

Tre bambini fuoriuscirono correndo dal bosco in cui erano stati intrappolati per più di un’ora. Erano sudati, stanchi, impauriti e spaventosamente sporchi di sangue.
Si fermarono quasi al centro della piana, in un piccolo cerchio di terra bruciata con un falò spento e dei grossi massi, messi lì come piccole panche di pietra naturale. Guardarono finalmente il bosco alle loro spalle e un grido gutturale e minaccioso risuonò nell’aria, facendo scuotere violentemente gli alberi e i cespugli.

Due occhi giganteschi e gialli apparvero tra i tronchi a distanza di alcuni metri tra loro. Una zampa nerastra, larga più di un’auto e dagli artigli acuminati, sorse dal nulla, schiacciando come se niente fosse un arbusto ricco di spine. Lo sbuffo e il respiro di quell’essere immondo, dopo l’ululato, furono spettrali e raccapriccianti. I ragazzi non credevano ai propri occhi.

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